A partire da ottobre è possibile prenotare online la versione a zero emissioni della mitica due ruote che ha fatto la storia. Commercializzazione a partire da novembre e un costo in linea con le sorelle maggiori. Vediamo insieme i dettagli di questa rivoluzione verde

 

Era il 23 aprile 1946 quando Corradino D’Ascanio brevettava il modello zero della Vespa Piaggio. I concetti alla base di tutto erano l’economicità, la semplicità progettuale, la praticità di guida e la sicurezza. Questi quattro aspetti furono declinati in un modo talmente unico che fecero di questo modello, uno di maggiore successo nel mondo.

 

A dare il via alla Vespa, fu però un prototipo dal nome un pò particolare e che strizzava l’occhio alla quattro ruote Topolino. Il modello di prova fu chiamato infatti “Paperino” e dal particolare rombo del motore, D’Ascanio scelse il nome Vespa, in quanto pareva avere un suono evocativo dell’insetto in questione. Nell’anno del lancio furono immesse nel mercato circa 2.500 esemplari, quasi totalmente andati venduti immediatamente. L’anno seguente i valori toccarono quota diecimila unità, mentre il resto è la storia di un successo continuo.

 

A settant’anni dal primo modello ecco ora la versione elettrica. Con una graduale introduzione nel mercato, prima online, poi nelle concessionarie, sta per arrivare sulle nostre strade un nuovo modo di apprezzare la quotidianità. Lo spot promozionale enfatizza infatti il potere del silenzio, come concetto chiave per far breccia tra il pubblico. Un concetto inusuale per una due ruote, da sempre allineati a concetti quali prestazioni, sportività, praticità e libertà.

 

A spingere il tutto è una power unit da due kW e potenza di picco che può raggiungere le 4 unità. Con una coppia che supera i 200 Nm, l’accelerazione al semaforo sarà sicuramente più prestazionale rispetto ai normali cinquantini. L’autonomia dichiarata è di circa 100 km, sia che si effettuino percorsi extra urbani, che urbani. Tale dato sarà sicuramente preso in considerazione per chi si deve spostare nelle grandi metropoli e preferisce le due ruote, per una questione di praticità, facilità di parcheggio, ma anche risparmio nei consumi.

 

Le batterie, in questo caso di alimentazione, sono il vero aspetto clou da considerare. Grazie alle moderne tecnologie ai ioni di litio e l'efficiente sistema di recupero dell’energia cinetica Kers, quello in uso anche nelle auto e nella Formula 1, i valori indicati di autonomia non sono un mero traguardo utopistico. La power unit assicura tali valori per circa mille cicli di utilizzo, per una percorrenza compresa tra i 50 e 70 mila chilometri e una decina d’anni in equivalenza. Tempi di ricarica? 4 ore da zero.

 

E’ inoltre un modello smart, collegato allo smartphone e in grado di consigliare eventuali variazioni di percorso, situazioni di pericolo e presenza o meno di persone e veicoli nelle vicinanze. Il display TFT a colori 4.3 pollici, sempre ben visibili grazie al sensore crepuscolare che va ad adattare lo sfondo e i caratteri in modo da rendere massimale la visuale del guidatore.

 

Il prezzo? Attorno ai 6.000 euro, in linea con i mezzi di cilindrata 300. Un prezzo che è sicuramente superiore ai cinquantini concorrenti, ma che alla lunga permette un risparmio dal benzinaio, oltre che un rispetto della natura non indifferente.

 

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