Il mese di marzo si è concluso con un crollo verticale delle vendite auto. La diffusione del coronavirus ha infatti impietosamente messo in ginocchio un settore dove lavorano migliaia e migliaia di persone. 

 

Molto spesso quando vengono sviluppate le analisi dell'andamento degli ultimi mesi, sul piano industriale, non si possono tenere in considerazioni situazioni emergenziali senza precedenti. Il coronavirus è infatti una situazione emergenziale che nessuno poteva prevedere e che nessuno poteva mettere in conto nella fase di progettazione di inizio anno. Stiamo parlando sia del piccolo commerciante, sia del grande industriale. Le case automobilistiche infatti, si sono trovate assolutamente non preparate a fronteggiare tale situazione di emergenza, come praticamente nessuna altra area industriale. 

 

È anche vero inoltre, che diversi settori economici possono continuare la propria attività, nella situazione attuale. Stiamo pensando ad esempio agli e commerce, ovvero quelle situazioni di vendita on-line. L'utente finale infatti, spesso non ha bisogno di vedere e provare, con mano il prodotto prima di acquistarlo. Pensiamo ad esempio ad un appassionato di fotografia che deve acquistare la scheda di memoria sd: ovviamente non avrà problemi nell’ordinarla sui principali store on-line di e commerce. Questione diversa ovviamente è quella legata alle vetture. Anche in considerazione del fatto che tale mercato ha un range di prezzo nettamente superiore rispetto ad altre tipologie di prodotti in vendita, è chiaramente legato alla presenza fisica del cliente all'interno della concessionaria. 

 

Per tutte queste motivazioni il coronavirus ha letteralmente messo in ginocchio un settore, quello delle concessionarie, durante il mese di marzo. I dati che emergono dai primi report pubblicati on-line evidenziano un calo delle vendite del 85% rispetto allo stesso mese del 2019. Stiamo parlando di una riduzione del vetture di circa 350.000 unità nuove sulle nostre strade. Un danno enorme che ha messo in ginocchio non solo i titolari delle concessionarie, ma anche tutte le famiglie legate all'indotto o ad un lavoro diretto. 

 

Diverse concessionarie si sono adoperate a sviluppare modalità di interazione tra clienti e la concessionaria, quali l’utilizzo di chat, videochiamate on-line e tutto quello che la tecnologia può permettere al fine di avvicinare i clienti con il consulente vendite. Tale situazione però è da considerare come un tappabuchi per un'altra situazione emergenziale, in quanto terminata la situazione di emergenza difficilmente riteniamo che le persone acquistino le auto totalmente on-line nella stragrande maggioranza dei casi. È vero comunque che esistono alcune società dove il cliente può acquistare la propria vettura, senza mai averla vista prima. 

 

Il 2019 si era comunque chiuso, rispetto al 2018, con una situazione pressoché stabile, registrando un segno più, pari allo 0,3. I veicoli commerciali avevano anche loro registrato un segno positivo con un aumento percentuale del 3,4%, al quale andavano a contrastare i dati provenienti dai veicoli industriali e dai rimorchi. 

 

Quello che sarà il 2020, è impossibile da sapere. Non sappiamo infatti se ci sarà un ritorno esplosivo del numero di contratti per i mesi a seguire, e se le persone dovranno andare a compensare eventualmente l’acquisto dell'auto, non avvenuto durante questo periodo di quarantena. 

 

La nostra speranza è ovviamente che il settore auto si riprenda rapidamente, non tanto per il numero di nuove vetture che potremo ammirare lungo le nostre strade, ma per il lavoro di migliaia di persone impiegate in esso.


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