L’edizione numero 58 di una fiera che ha raccontato mezzo secolo di nautica Italiana e internazionale è da ricordare. Scopriamo la storia, i numeri e le novità di quest’anno.

 

Genova, Liguria, terra di navigatori e uomini di mare. Dici Liguria e pensi a Colombo e alle sue imprese medievali, alla scoperta delle Americhe. Dici Genova e subito torna in mente le Repubbliche Marinare, insieme a Pisa, Amalfi e Venezia. Realtà lontane nel tempo ma che ancora si rivivono, nello spirito e nella frizzantezza dell’aria, durante il Salone Nautico. Nato nel 1962, per volontà del neonato Ente Fiera, con l’obiettivo di realizzare un appuntamento nazionale importante, oltre al Salone Internazionale della Nautica di Milano.

 

Il capoluogo milanese iniziò a organizzare saloni dedicati agli appassionati del mare, già nel 1928, in collaborazione con la Lega Navale Italiana. L’appuntamento continuò fino al 1939, quando fu sospeso per l’avvento della Guerra e ripreso nel 1961, l’anno prima del primo salone a Genova. Quest’ultimi organizzarono le cose per bene, e ci vollero addirittura sei anni, tra il primo mandato, e il taglio del nastro. L’allora presidente della Fiera di Genova, Giuseppe De Andrè, padre di un certo Fabrizio De Andrè, fu proprio lui a spingere così tanto per la realizzazione di quest’evento. I tempi lunghi non furono dovuti per problematiche legate a incertezze o quant’altro, ma semplicemente perchè non erano presenti i padiglioni della fiera. L’allora porto aveva un’acqua molto sporca e le case nautiche erano riluttanti a immergere i propri gioielli in quell’acqua, andando a sporcare i loro prodotti. Per tal motivo, fu necessario realizzare da zero tutto il complesso della Fiera. In questo modo le barche sembravano molto più grandi, invece della sensazione di dimensioni contenute che potevano sembrare immerse in acqua.

 

La prima edizione vedeva 430 espositori di 18 nazioni, di cui 254 italiani. A vela, a motore, gommoni e quant’altro: tutto ciò che era in produzione nel mondo della nautica del 1962, era presente a Genova. Una fotografia vivida e reale del progresso produttivo, che ancora oggi è il punto fermo del Salone Nautico. Dopo anni di crisi economica generale, ora si guarda al futuro con più serenità. Gli ultimi tre anni sono stati rosei sotto tutti i punti di vista. “Benvenuti a casa” è lo slogan utilizzato dall’edizione 2018, in una forma che deve essere trasmettere familiarità e continuità con la figura dell’armatore.

 

Fino a pochi anni fa, l’impostazione era quello di realizzare un salone generalista con un mix di tutto, mentre ora ci si è spostati verso un salone multispecialistico, con quattro ambiti precisi (accessoristica, vela, fuoribordo e motoryacht/superyacht). Tutto ciò, grazie anche alle prenotazioni degli spazi espositivi da parte delle case produttrici, effettuate in largo anticipo, che permettono quindi di programmare con calma e dovizia nei particolari, tutto ciò che possa permettere di realizzare un evento eccezionale.

 

Qualche dato? I visitatori sono per la maggioranza over 30 e vivono quasi tutti il mare in modo attivo. Persone inoltre che hanno una disponibilità economica importante, dato che il 40% sono manager e liberi professionisti. Potenziali clienti italiani, ma anche esteri, visto che quest’ultimi sono ben il 26.5%

 

 

 

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